Incontro interdiocesano per famiglie con don Marco Pozza

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Torna anche quest’anno il triplo appuntamento degli incontri interdiocesani per famiglie, promosso dai 5 Uffici di Pastorale Familiare della provincia di Cuneo; al primo incontro è stato invitato don Marco Pozza.

Il tema di quest’anno sarà “integrare” (un’altra delle 3 premure pastorali del cap.8 di Amoris laetitia, insieme a “accompagnare” e “discernere”, per noi ovviamente non ristrette solo alla fragilità, ma all’intera dimensione familiare).

Marco Pozza (1979), teologo e parroco del carcere “Due Palazzi” di Padova, è uno «straccio di prete al quale Dio s’intestardisce ad accreditare simpatia, usando misericordia», come ama descrivere se stesso. Infastidito dal fatto che il mondo intero conosca Il piccolo principe ma quasi nessuno sappia chi è il suo papà letterario, si è invaghito assai di Antoine de Saint-Exupéry, conseguendo il Dottorato in Teologia alla Pontificia Università Gregoriana con una dissertazione su Cittadella, l’unica opera postuma dello scrittore-aviatore francese.
Con una scrittura imprevedibile e indisponente, esordisce mandando alle stampe il suo primo romanzo, Penultima lucertola a destra (2011), al quale fa seguire Contropiede (2012) e Il pomeriggio della luna (2016). E’ con la trilogia sulla figura di Cristo – L’imbarazzo di Dio (2015), L’agguato di Dio (2016) e L’iradiddìo (2017) – che diventa uno degli autori spirituali più interessanti del panorama nazionale. Vincitore del Premio speciale Biagio Agnes 2016 per il giornalismo, assieme ad altri tre sacerdoti conduce il sabato pomeriggio su Rai1 «Le ragioni della speranza», all’interno del programma A Sua Immagine. Nel 2017, assieme al regista Andrea Salvadore, ha ideato e condotto per Tv2000 Padre nostro, programma televisivo in nove puntate che ha avuto come ospite fisso Papa Francesco. Dal programma nasce il libro Quando pregate dite: Padre nostro (LEV – Rizzoli) scritto a quattro mani con il Sommo Pontefice.
Appassionato di sport e giornalismo, nel poco tempo libero che gli rimane ha già iniziato ad abbozzare la sua prima enciclica, qualora gli toccasse la dura avventura d’essere eletto Papa. L’incipit è già stato messo nero su bianco: «Ho odiato ogni minuto di allenamento ma mi dicevo: non rinunciare. Soffri ora e vivi il resto della vita da campione» (M.C.Clay).