Benedizione dei papà

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Domenica 17 marzo alle ore 18.00 presso la Chiesa del Salice a Fossano, in compagnia dei responsabili l’Ufficio Famiglia diocesano, don Ezio e don Mario, e con la partecipazione di Paolo Baggia (papà), Raffaella Buzzi (cantante) e Andrea Stefenell (pianoforte).

Una benedizione per i papà: una “buona parola” per essere accompagnati in quello che lo psicanalista Massimo Recalcati chiama un “mestiere impossibile”, cioè quello di mostrare ai propri figli che la vita merita fiducia, e di offrirsi non al modo di una “guida sicura”, ma di un testimone autorevole.

Quello del padre oggi resta un compito decisivo per il futuro di ogni figlio, che nel confronto a volte duro con lui, scopre la propria identità, un miscuglio di risorse e limiti che dovrà imparare ad armonizzare pian piano crescendo; un padre capace di dire il “no” che non umilia, e il “si” che acconsente una nuova possibilità.

Ecco allora il senso della proposta dell’Ufficio di Pastorale Familiare, che vuole offrire ai papà di ogni età (sia giovani che adulti) una occasione per riscoprire il dono che si è ricevuto, ricevere una benedizione sul proprio cammino e riconoscersi così “affidabili”, cioè degni della fiducia sia del Padre dei Cieli, e sia dei nostri figli.

Sarà una Messa? “No – spiega Paolo Tassinari – ma un insieme di riflessione, musica e preghiera con una certa elasticità, così da permettere a credenti e non credenti o semplicemente papà in questo caso, di sentirsi com-presi in quello che dice e che si fa, e di essere accompagnati dalla cura di Dio nel proprio compito di genitore”.

“La benedizione che andremo a proporre a due giorni da quello tradizionalmente dedicato alla festa del papà che quest’anno cade di martedì – concludono Marco e Margherita – vuole raccogliere l’invito che troviamo scritto al num. 208 di Amoris Laetitia, quando lamenta il fatto che a volte come comunità cristiana non siamo capaci di cogliere e valorizzare “i validi contributi che arrivano dalla pastorale popolare”; il gesto che proporremo per la prima volta quindi, si pone nella prospettiva creativa tracciata dal Papa Francesco”.